scarica il testo
Clicca qui per stampare o seleziona File-Stampa dal browser

segue da Cinema


FEMME FATALE, di Brian De Palma


Film perfettamente studiato, dettagli e richiami curati e ricorrenti, citazioni di grandi maestri (Hitckock su tutti), autocitazioni e fissazioni di De Palma. Perfetto tecnicamente ma freddo, scarsa tensione, troppo mentale, quasi compiaciuto, bello esteticamente, come la bellissima protagonista, ma non coinvolge emotivamente. La confezione può anche valer la pena... però vi ho avvertito, è un piatto freddo, splendidamente decorato, dal sapore leggermente insipido.
Nel bel mezzo della serata inaugurale del Festival di Cannes Laura Ash (Rebecca Romijn-Stamos) mette a segno, assieme a dei complici un audace furto di gioielli. Però subito dopo sparisce con la refurtiva. I complici sono piuttosto contrariati. Laura si rifà una nuova identità, grazie a una sosia, di cui prende il posto (vedi Kieslowski, La doppia vita di Veronica), il gioco funziona per sette anni, Laura è diventata la misteriosa moglie dell'ambasciatore, poi Nicolas (Antonio Banderas), un fotografo perdigiorno (una delle fissazioni di Brian, vedi Blow out), riesce a immortalarla e metterla sulla copertina di un rotocalco. Laura deve tornare a vestire i panni della dark lady spietata e calcolatrice, a utilizzare le proprie armi più micidiali, come si anticipa nel titolo. Scene di sesso senza eros, colpi di scena, inganni, eppure non perdete d'occhio i particolari, non lasciatevene sfuggire neppure uno perché nessun dettaglio o stranezza è casuale, soprattutto niente è ciò che sembra.


RED DRAGON, di Brett Ratner

Piccola delusione: Hannibal è solo un personaggio secondario, accompagna l'inizio del film poi sparisce gradualmente. D'altronde, se dovevano seguire il libro... Sprecato quindi Hopkins per lasciare spazio a un film che dal thriller poliziesco iniziale si trasforma in un thriller d'azione. Meglio rispetto ad Hannibal, il secondo della serie, che andava decisamente sull'horror e sullo splatter piuttosto che sul thriller, decisamente inferiore al Silenzio degli innocenti di Demme.
Il film sembra promettere e non mantenere, perché quando si esce dalla sala non resta niente più di un medio film d'azione, con qualche scena di pregio, soprattutto all'inizio. Tutti gli attori reggono bene, specie nei momenti in cui nel dramma compare una punta d'ironia, ma la paura è sin troppo sotto gli occhi, anziché insinuata, come ad esempio lo spettacolare tatuaggio che raffigura un diabolico quadro di W.Blake sulla nodosa schiena di Dolarhyde (Ralph Fiennes). Conosciamo già l'assassino in anticipo, ci possiamo aspettare che più o meno faccia quello che poi fa. Inoltre la scelta ginnico spettacolare della seconda parte sacrifica la tensione, la suspense del thriller doc, Comunque trattasi del detective Will Graham (Edward Norton) che all'inizio per incastrare il cannibale si fa aiutare dallo stesso Lecter, ci rimette quasi la pelle, ma ce la fa. Decide di smettere di inseguire psicopatici, invece il suo ex superiore (Harvey Keitel) lo ripesca e lo mette sulle tracce di un assassino, estimatore dello stesso Lecter, che quindi dovrà aiutarlo nella nuova pista. Tutto finisce bene, perché il detective Graham sa al momento giusto immedesimarsi nell'assassino e colpirlo nel suo punto debole.


Indietro
Pagina 3 di 4