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Tracce


segue da Strutturalismo e poststrutturalismo: il convegno di Baltimora del 1966 ed oltre

Strutturalismo e poststrutturalismo

Diciamo subito che i confini fra strutturalismo e post-strutturalismo non sono di facilissima individuazione in quanto i due movimenti contengono una sostanziale eterogeneità di posizioni.
Gli stessi personaggi leader del primo gruppo sono, molto spesso accostabili, con l'evolversi del loro pensiero, anche al secondo (ciò avviene ad esempio per Barthes, Lacan, Genette Girard etc… inclusi alla fine degli anni settanta in una antologia di scritti post-strutturalisti).
Mi riferirò in questa breve disamina principalmente al lato del post-strutturalismo che concerne la decostruzione, facendo presente che è solo un aspetto e che, pertanto i miei assunti potranno essere parziali.
Uno degli anelli di congiunzione strutturalismo/post strutturalismo, è lo spostamento di interesse che il primo opera, dal significato di un testo al meccanismo che lo sottende. Solo quest'ultimo può dare un senso a materiali altrimenti illegibili ed è quindi non solo lecito da ricercare, ma necessario. Il decostruzionismo, nella versione di Derrida, rileva questo aspetto, e si volge a mostrare il sistema metafisico di assunti e certezze che regge la coerenza di un'opera, arrivando anche a rilevare quali cose siano state raccolte acriticamente (e quindi siano contestabili) e quali deliberatamente escluse nelle affermazioni.


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