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Musica

a cura di Giacomo Marconi


FOR JOHNNY CASH
2002 JOE STRUMMER

chiamatemi coglione ma la cosa mi ha commosso, specialmente sentendo l’interpretazione di Strummer, così cashiana… Riporto di seguito alcuni significativi versi della canzone: “…If you put it all together, you didn't even once relent/ You cast a long shadow, and that is your testament/ Somewhere in my soul, there's always rock & roll…” Cash non era certo giovane, ma stava vivendo una seconda gioventù, più che altro come interprete di (belle) canzoni altrui. D’altra parte sentire le ultime interpretazioni della profonda (e secondo me un po’ anarchica) voce di Cash non può non mettere i brividi, e non può non far pensare che ai giorni nostri troppe canzoni sono troppo spesso solo ricantate, saccheggiate, vendute ma non reinterpretate, reinventate, "riscritte".

Pensiamo, solo per fermarci all’ultimo periodo, alla nuova versione (?) di "Light my fire" di Will Young –penosa e molto, molto light!!!-, a "It's my life" -disastrosa!- dei No Doubt, ai vari recenti saccheggi di Rino Gaetano o di Fabrizio De André in versioni “disco” –vomitevoli!- La lista infinita, e pur parziale, che potrei metter su, ve la risparmio per pietà.

In tutta questa confusione, però, alcuni tributi si salvano in modo più che dignitoso. Penso a  quello live, postumo, in ricordo di De André (grandissimo cantautorpoeta, non so come altrimenti appellarlo), "faber, amico fragile", con alcune interpretazioni davvero all’altezza e commoventi; su tutte direi “Amore che vieni, amore che vai” (Battiato), “Via del Campo” (Jannacci), “Inverno” (Cecilia Chailly); ma tante altre intepretazioni sono davvero all’altezza lungo tutto il doppio cd. E a questo punto è doverosa anche la citazione del “miracoloso” riarrangiamento (fuori da tale tributo) fatto da Afterhours con una nuovissima “La canzone di Marinella” (l’ho ascoltata anche live e vi assicuro che è molto emozionanante anche per chi, come me, non ama particolarmente quella canzone: infatti tutto il controtempo inserito, rispetto all’originale, la “secchezza” delle battute, senza nulla concedere al melodismo e altre preziosità, ne fanno un piccolo capolavoro).

Tra le riscritture, pur di gruppi/artisti ancora in vita (ma per molti di loro si fa per dire, come per i Pink Floyd…) si salvano anche alcuni progetti davvero originali, come quello in chiave reggae/dub, dignitosissimo perché dietro c'è un'idea, e si sente, di Easy Star - All-Stars , che hanno riproposto un disco sacro della musica, quale il pinkfloydiano "The dark side of the moon", diventato significativamente "The dub side of the moon". Ma sui Pink Floyd si erano cimentati con buon successo, secondo me, anche gli Orb, con una serie riuscitissima di remix che sono, in realtà, molto più che dei "semplici" remix. Probabilmente la matrice originale era comunque buona!

Insomma, concludendo questo articolo un po’ triste, possiamo dire, banalmente,  che la musica sopravvive a chi la fa e in qualche modo rende l’autore/interprete “immortale”, per lo meno finché ci saranno orecchie per ascoltare e persone che, pur portando avanti in modo autonomo e originale i loro lavori, avranno il merito di farci periodicamente riassaporare, con le nuove sensibilità che il tempo ci dona, tesori persi o dimenticati: così facendo troveranno anche loro quella forma di vita eterna che l’arte è in grado di offrire. E ultimo, ma non meno importante, permetteranno a un pubblico “adulto” di andare a ritrovare, con curiosità e talvolta divertimento, quelle fonti, quegli originali, che sono l’inizio di ogni cosa. A patto che non diventi il solito lavoro filologico per i soliti Soloni che, non contenti di sbarrarci spesso le strade della “Cultura”, vogliano sbarrarci, infine, anche quelle del “Divertimento”.

 

 

PS:
1. Un sito, tra i moltissimi su Strummer e i Clash, che vorrei consigliare, forse per la sua "anarchia", è il seguente: http://www.geocities.com/thewhiteriot/TheClash.html per il resto, ognuno può sbizzarrirsi per proprio conto...
2. dei Baustelle, più volte (giustamente) nominati in questa rubrica e della classifica che avevo proposto/promesso la scorsa volta (chi è curioso vada a leggere l’articolo di musica nel numero 5), ne parleremo il prossimo numero; nel primo caso perché l’amore esige rispetto, e il tempo per raccontare quella mia personalissima storia, non l’ho trovato; nel secondo perché non mi è arrivata alcuna risposta/sollecitazione e faccio perciò un pubblico mea culpa: se sarà il caso ne parleremo la prossima puntata, altrimenti resterà lettera morta come, a quanto pare, meritava di restare…


GM.

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