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Sequenze e Fotogrammi Poetici

a cura di Luca Ariano


 

 

 

 

La Biblioteca virtuale

 

Con questo articolo inizia la mia collaborazione alla rivista Porpore. Come indica il titolo della rubrica si parlerà di cinema(sequenze) e di poesia(poetici). Ma si parlerà di poesia non tanto nel senso letterario del termine parlando di versi, raccolte, poeti, ecc, ma di tutto ciò che a mio parere(la poesia si sa è soggettiva) suscita emozione e quindi poesia. Perché Biblioteca virtuale? Per rompere un po’ il ghiaccio ho deciso di parlarvi di uno stage che ho fatto recentemente  presso una biblioteca di Parma, dove vivo e studio, che mi ha dato qualche spunto di riflessione. I mie studi universitari sino ad ora sono stati improntati allo studio delle materie biblioteconomiche e dopo tanta teoria ho deciso che era giunto il momento di fare un po’ di pratica. Perché virtuale? A dire il vero in gergo tecnico per biblioteca virtuale si intendono quei libri, saggi, articoli, ecc che si trovano solo in rete e sono diffusi via web, ma qui voglio fare riferimento a “virtuale” dal punto di vista semantico. Quando si passa tanto tempo a studiare ci si fa un’ idea molto virtuale appunto, di come vadano le cose, ma quando ci si scontra con la realtà si capisce che tanta teoria va messa da parte. Essendo l’ultimo arrivato, subito mi sono dovuto sorbire lavori di bassa manovalanza che sono consistiti nella sistemazione di libri sugli scaffali e poi piano piano sono arrivato ad essere utilizzato all’ufficio prestiti. Ho trovato questo incarico molto divertente ma il virtuale è subito caduto quando è venuto a contatto con la burocrazia che esiste da sempre del resto, ma anche con gli scarsi finanziamenti e tagli che l’attuale governo ha dedicato alla cultura in generale e in particolare per le biblioteche. Il lato più divertente di questo piccolo incarico è stato il contatto umano con le decine di lettori che ogni giorno venivano non solo a chiedere o riconsegnare libri, ma anche a chiedere consigli e con cui al di la dell’età e della differenza di cultura e strato sociale, in quei momenti, in quegli attimi si istaurava una bellissima intesa poetica nel dialogare di libri. Forse sono stato aiutato dalla mia giovane età e dalla voglia di fare(forse dovuta perché stagista e non dipendente statale) ma mi ha molto gratificato sentire che molti utenti preferivano chiedere un consiglio a me su certe letture, piuttosto che su altre. Certo non è sempre stato tutto rose e fiore perché, come in ogni lavoro, gli inconvenienti capitano, da quelli più spicci, tipo il computer che si blocca, a quelli più umani, tipo venire a contatto con gente maleducata e irrispettosa del ruolo altrui. Ma questo, si sa, fa parte delle regole del gioco: prendere o lasciare. Dopo questo apprendistato l’incarico che mi ha più lusingato, è stata l’organizzazione di una mostra di poeti civili del ‘900 su cui ho avuto carta bianca e ho potuto selezionare poeti e poesie secondo il mio gusto; è stata un occasione per fare riscoprire poeti come Gatto, Scotellaro, Solmi, che ormai sono dimenticati dai più, e stimati solo da una ristretta cerchia di fedelissimi. In proposito mi permetto, visto il titolo della rubrica, di inserire una strofa bellissima della poesia di Gatto “Le vittime”, per altro molto attuale:

 

 

Gli inermi che si scostano al passaggio

delle divise chiedono allo sguardo

dei propri occhi la letizia ansiosa

d’essere vinti, il numero che oblia

la sua sabbia infinita nel crepuscolo.

 

 

Purtroppo ho fatto questo stage per solo 125 ore e siccome sono ancora impegnato con esami non ho potuto prolungare fino al limite massimo di 250 ore. Questa esperienze mi è servita, oltre che per le cose di cui ho parlato in precedenza, anche per vincere un po’ la mia timidezza nei rapporti con gli estranei, ma soprattutto che sfatare un po’ il falso mito che la biblioteca sia solo un luogo polveroso con vecchi bibliotecari scontrosi e poco inclini a dare consigli, frequentata da intellettuali snob e noiosi. C’è tutta una fascia di utenti che riescono a rendere questo lavoro dinamico ed interessante e fanno sperare che questa professione possa avere un po’ più di adepti e con l’augurio che in futuro avvengano nuove assunzioni in un settore che comunque è a corto di addetti al lavori.

Spero di essere riuscito a fare sentire un po’ della poesia che ci può essere in questa piccola professione e vi do appuntamento alle prossime puntate trovando altri spunti di poesia di cui discutere.

LA.