Sequenze e Fotogrammi Poetici
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La Biblioteca virtuale
Con questo articolo inizia la mia collaborazione
alla rivista Porpore. Come indica il titolo della rubrica
si parlerà di cinema(sequenze) e di poesia(poetici). Ma
si parlerà di poesia non tanto nel senso letterario del
termine parlando di versi, raccolte, poeti, ecc, ma di tutto
ciò che a mio parere(la poesia si sa è soggettiva) suscita
emozione e quindi poesia. Perché Biblioteca virtuale? Per
rompere un po’ il ghiaccio ho deciso di parlarvi di uno
stage che ho fatto recentemente presso una biblioteca di
Parma, dove vivo e studio, che mi ha dato qualche spunto
di riflessione. I mie studi universitari sino ad ora sono
stati improntati allo studio delle materie biblioteconomiche
e dopo tanta teoria ho deciso che era giunto il momento
di fare un po’ di pratica. Perché virtuale? A dire il vero
in gergo tecnico per biblioteca virtuale si intendono quei
libri, saggi, articoli, ecc che si trovano solo in rete
e sono diffusi via web, ma qui voglio fare riferimento a
“virtuale” dal punto di vista semantico. Quando si passa
tanto tempo a studiare ci si fa un’ idea molto virtuale
appunto, di come vadano le cose, ma quando ci si scontra
con la realtà si capisce che tanta teoria va messa da parte.
Essendo l’ultimo arrivato, subito mi sono dovuto sorbire
lavori di bassa manovalanza che sono consistiti nella sistemazione
di libri sugli scaffali e poi piano piano sono arrivato
ad essere utilizzato all’ufficio prestiti. Ho trovato questo
incarico molto divertente ma il virtuale è subito caduto
quando è venuto a contatto con la burocrazia che esiste
da sempre del resto, ma anche con gli scarsi finanziamenti
e tagli che l’attuale governo ha dedicato alla cultura in
generale e in particolare per le biblioteche. Il lato più
divertente di questo piccolo incarico è stato il contatto
umano con le decine di lettori che ogni giorno venivano
non solo a chiedere o riconsegnare libri, ma anche a chiedere
consigli e con cui al di la dell’età e della differenza
di cultura e strato sociale, in quei momenti, in quegli
attimi si istaurava una bellissima intesa poetica nel dialogare
di libri. Forse sono stato aiutato dalla mia giovane età
e dalla voglia di fare(forse dovuta perché stagista e non
dipendente statale) ma mi ha molto gratificato sentire che
molti utenti preferivano chiedere un consiglio a me su certe
letture, piuttosto che su altre. Certo non è sempre stato
tutto rose e fiore perché, come in ogni lavoro, gli inconvenienti
capitano, da quelli più spicci, tipo il computer che si
blocca, a quelli più umani, tipo venire a contatto con gente
maleducata e irrispettosa del ruolo altrui. Ma questo, si
sa, fa parte delle regole del gioco: prendere o lasciare.
Dopo questo apprendistato l’incarico che mi ha più lusingato,
è stata l’organizzazione di una mostra di poeti civili del
‘900 su cui ho avuto carta bianca e ho potuto selezionare
poeti e poesie secondo il mio gusto; è stata un occasione
per fare riscoprire poeti come Gatto, Scotellaro, Solmi,
che ormai sono dimenticati dai più, e stimati solo da una
ristretta cerchia di fedelissimi. In proposito mi permetto,
visto il titolo della rubrica, di inserire una strofa bellissima
della poesia di Gatto “Le vittime”, per altro molto attuale:
Gli inermi che si scostano al passaggio
delle divise chiedono allo sguardo
dei propri occhi la letizia ansiosa
d’essere vinti, il numero che oblia
la sua sabbia infinita nel crepuscolo.
Purtroppo ho fatto questo stage per solo 125 ore e
siccome sono ancora impegnato con esami non ho potuto prolungare
fino al limite massimo di 250 ore. Questa esperienze mi
è servita, oltre che per le cose di cui ho parlato in precedenza,
anche per vincere un po’ la mia timidezza nei rapporti con
gli estranei, ma soprattutto che sfatare un po’ il falso
mito che la biblioteca sia solo un luogo polveroso con vecchi
bibliotecari scontrosi e poco inclini a dare consigli, frequentata
da intellettuali snob e noiosi. C’è tutta una fascia di
utenti che riescono a rendere questo lavoro dinamico ed
interessante e fanno sperare che questa professione possa
avere un po’ più di adepti e con l’augurio che in futuro
avvengano nuove assunzioni in un settore che comunque è
a corto di addetti al lavori.
Spero di essere riuscito a fare sentire un po’ della
poesia che ci può essere in questa piccola professione e
vi do appuntamento alle prossime puntate trovando altri
spunti di poesia di cui discutere.
LA.
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