Da “Il Mestiere delle armi”.
ERMANNO OLMI
Invito alla visione
Tutto
si può dire riguardo a Ermanno Olimi tranne che egli sia
un cineasta banale e privo di personalità. Infatti la sua
carriera è tratteggiata da opere tematicamente e stilisticamente
assai diverse fra loro, anche se tutte raccolte sotto il
comun denominatore di andare al di là del cinema meramente
commerciale.
Il
tema del lavoro è la sorgente cui attinge la sete creativa
di OlmI che inizia la propria attività registica con dei
documentari realizzati per la Edisonvolta, azienda per cui
lavorava da giovane. Si tratta di documentari espositivi
in cui la macchina da presa si limita a catturare la realtà
senza voler veicolare significati precisi.
Ma
la soggettività e il punto di vista di Olmi non tarderanno
ad estrinsecarsi; l' esperienza documentaristica rimarrà
comunque fondamentale nella sua formazione e i retaggi di
tale periodo saranno presenti in vari film della ricca carriera
del regista.
Nei
primi lungometraggi infatti l' analisi dell' ambiente è
essenziale ai fini di comprendere significanti generali,
psicologia dei personaggi, fino alle più sottili sfumature.
Il
tempo si è fermato ad
esempio racconta la storia di un giovane e un anziano (attori
non professionisti, elemento neorealistico spesso presente
nei film di Olmi) all' interno di una baracca sulle alpi
tra le nevi invernali. Sono isolati da ogni presenza umana
e devono rimanervi per tutto il periodo invernale. Pur con
varie difficoltà riescono a convivere con l' asprezza del
luogo.
Ne
Il posto il protagonista adolescente ottiene un lavoro
come impiegato che lo legherà per tutta la vita ad un ambiente
squallido che già ha avuto effetti nefasti su coloro che
vi hanno già passato molti anni.
Ne
I fidanzati invece la lontananza fisica dei luoghi
in cui si trovano i due personaggi divide le loro vite,
la loro comunicazione sarà sempre più difficile e rarefatta.
Nei
film citati è di grande interesse l' affresco su particolari
aspetti dell' Italia dell' epoca (fine anni '50 inizio anni
'60), caratterizzata dal rapido sviluppo economico traghettato
dall' industria che per la prima volta assume un ruolo più
che sostanziale.
Tra
le innovazioni stilistiche olmiane vi è senza dubbio il
mediatore di E venne un uomo. Tale figura
spezza la finzione della narrazione dichiarandosi extradiegetica
(cioè fuori dagli elementi della storia) ma nello stesso
tempo risulta parte della vicenda. Egli all' inizio è inquadrato
in uno studio dove fa un' introduzione agli spettatori poi
interpreta alcuni momenti della vita di Angelo Roncalli
prima che diventasse papa.
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