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Reading Point

a cura di Vincenza Fanizza



Foto realizzata dall’artista fiorentina Elena Salvini Pierallini


I viaggi intellettuali in cui ci trasporta la pregiata cifra stilistica di Vincenza Fanizza, rendono alle iridi del lettore, marcatori sempre dai contorni filigranati e iridescenti.

Ci accingiamo dunque ad intraprendere sentieri di un arcano poliedro, indagato dalla sapiente mano di quest’autrice pregiata e sottile, sicuri di ritrovarci, sempre, in universi sospesi dalla voce - eco ammaliante, resaci dal profumo della sensibilità sferzante e morbidissima insieme, di Vincenza. SDS.

 

“Eppure il significato di un libro non è mai in ciò che è, ma in ciò che siamo noi dopo averlo letto” Giuseppe Pontiggia

 

Recensione del libro “Passione indiana”

 

Quando Ana Delgado Briones, la protagonista del libro “Passione indiana” di Javier Moro, Edizioni Mondadori,  compare nella prima pagina del libro, ha soltanto 17 anni ed è sull’oceano, su una nave della compagnia francese, l’Aurore.  E’ elegante nel suo abito di seta verde, i capelli sono arricciati e raccolti in una crocchia che esalta la delicatezza del collo. Gli orecchini di perle impreziosiscono il viso ovale, dai lineamenti ben proporzionati e dai grandi occhi neri dallo sguardo languido.

Siamo nel novembre del 1907 e la nave da Marsiglia si sta dirigendo a Bombay.

Anita attira gli sguardi di tutti per il fascino che emana e il mistero che la circonda.

Non confida a nessuno che si sta recando in India per sposare un maharajah.

A lei stessa sembra di vivere in un sogno: soltanto un anno prima ballava il flamenco, insieme alla sorella, in un caffè-concerto di Madrid, dove un principe orientale, ricchissimo e molto colto, una sera la nota e si innamora di lei.

Inizia, così, il racconto di una avvincente storia d’amore che sembra una favola ed è invece una attenta e documentata biografia.

La straordinaria vita di questa affascinante “principessa bianca” che fa il suo ingresso in India, a Kapurthala, trasportata da un elefante ingioiellato per le favolose nozze con il marajajah, offre all’autore lo spunto per raccontarci un’India piena di profumi e di colori, i palazzi sontuosi da Mille e una notte e le contraddizioni del colonialismo britannico, che sta ormai per concludersi.

Javier Moro ha la capacità di farci vedere e sentire le cose come se fossimo lì, nel caldo umido dell’India.

Siamo catturati subito da questa fantastica storia e seguiamo con trepidazione e crescente interesse, le vicende private, talvolta, anche scandalose, di Anita.

Ci chiediamo con quali occhi questa adolescente andalusa deve aver guardato l’India, il palazzo del marito, il suo harem, i suoi funzionari…

Infatti non è soltanto Anita a incuriosirci ma ad emozionarci sono anche tutti gli innumerevoli personaggi che affollano il libro: le altre quattro mogli del marahajah con i loro figli, che hanno l’età della protagonista, i fedeli servitori, i tanti poveri dell’India.

Ma “Passione indiana” non è soltanto un romanzo straordinario capace di suscitare emozioni ma è un libro di storia coinvolgente ed originale che fa riflettere…

Pensiamo alla condizione della donna, alle culture millenarie, agli antichi valori e alle tante ingiustizie.

Proviamo ammirazione ma anche compassione per Anita che è costretta a vivere in questa prigione dorata ma che soffrirà di solitudine. Il finale della storia è inaspettato.

Il libro di Javier Moro, dunque, ci cattura subito dalla prima pagina, ci tiene con il fiato sospeso e, quando è finito, come succede sempre con i libri più belli,  ci rendiamo conto che ci dispiace davvero doverci separare da Anita. Facciamo un po’ fatica a  ritornare nella nostra città, nella nostra casa, perché abbiamo ancora gli occhi e il cuore rivolti verso il misterioso e fascinoso Oriente, un mondo dove abbiamo vissuto, insieme all’autore, momenti emozionanti, che non dimenticheremo tanto facilmente.

VF.


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