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Tracce


segue da Strutturalismo e poststrutturalismo: il convegno di Baltimora del 1966 ed oltre

Terry Eagleton sottolinea alcune delle implicazioni politiche del movimento (post strutturalista) che le appare come un adeguamento post-rivoluzionario succeduto al 68: "incapace di scardinare le strutture del potere dello stato, il post-strutturalismo scoprì che era invece possibile sovvertire le strutture del linguaggio"(5).
Una sorta di delusione e di scetticismo che riesce a impegnarsi nella distruzione ma non nella costruzione. È peraltro vero, che le strategie decostruzioniste, sono state utilizzate con ottimi risultati da una critica più politicizzata come quella femminista, ed hanno mostrato in quest'opera la loro possibile portata ideologica.
"Le analisi decostruzioniste hanno potenzialmente conseguenze di tipo istituzionale radicali, […] il loro potenziale di sinistra può dipendere dalle risorse sorprendenti che rivelano in una ricerca teorica eccessiva e imprevedibile […]. Essa diventa politicamente efficace nella misura in cui può informarci sulle pratiche su cui costituiamo, amministriamo e trasmettiamo un mondo; i suoi aspetti più radicali sono minacciati dalla sua istituzionalizzazione"(6).
Come abbiamo visto, non è semplice collocare con certezza un pensiero che sgretola le certezze, ma si parla comunque di un interesse sempre maggiore del Derrida degli ultimi anni verso posizioni marxiste (7). Derrida ha infatti sconfessato le deformazioni statunitensi del suo pensiero che ne vorrebbero fare un ludico gioco del possibile all'interno dei testi, rendendo sterile, e fine a se stessa questa pratica, e nascondendo invece un'impronta di "chiusura istituzionale", una tendenza alla separazione dell'ambito letterario testuale, che favorirebbe gli interessi politico-economici della società americana.
Il post-strutturalismo conserverebbe, tornando a Eagleton, "le energie antagonistiche" degli anni '60, combinandole con una assenza di certezze, che per la sua obliquità "si sposa abbastanza bene con una disillusa sensibilità liberale"(8).


[5] TERRY EAGLETON, Introduzione alla teoria letteraria, ed. cit. p.160. (torna al testo)
[6] JONATHAN CULLER; Sulla decostruzione, ed. cit., p. 144. (torna al testo)
[7] TERRY EAGLETON, Introduzione alla teoria letteraria, ed. cit. p. 255. (torna al testo)
[8] TERRY EAGLETON, ed. cit. p. 247 (torna al testo)

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