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Costume, Costumi?

a cura di Mania Brundu



segue da LA MODA E IL COSTUME

Nel mondo dello spettacolo, nella seconda metà del xx secolo Luchino Visconti, regista di teatro, opera lirica e cinema ,realizzò nella maniera più esemplare quello che fu definito "l'interpretazione realista a oltranza". "Il perfezionismo realistico che egli impose a ogni aspetto dello spettacolo comportò un meticoloso controllo della verosimiglianza di ogni suppellettile di scena,non esclusi i costumi che alla pari degli altri accessori dovevano essere plausibili come disegno e dignitosi come fattura, contribuire allo stesso tempo, all'armonia dello spettacolo,alla definizione del personaggio e alla sicurezza dell'attore." (5)
"Piero Tosi, costumista di L.Visconti,P.Luigi Pizzi, costumista di Giorgio De Lullo, Frigerio o Damiani, costumisti di Giorgio Strehler,sono fra i principali esponenti della linea di realismo storico anticipata da Gino Sensani, (6) che costituisce uno dei grandi filoni presenti nella storia del costume italiano del dopoguerra, largamente rappresentato dal lavoro di costumisti come: Giulio coltellacci, Gitt Magrini, Vera Marzot, Gabriella Pescucci, Pier Luigi Pizzi e soprattutto Piero Tosi".(7)
"E' un filone nel quale si arrivò in certi casi a mescolare il vero e il rifatto a imitazione del vero,quasi senza distinzione. Per es. nei grandi film storici di Visconti: Senso e Il Gattopardo, dove ci fu forse, per la prima volta in Italia l'impiego di un notevole quantitativo d'abiti d'epoca accanto ai costumi realizzati in sartoria. Con Morte a Venezia (costumista P.Tosi) si arrivò,ed è probabilmente un caso limite, al predominio degli autentici, addirittura il 95% di quelli femminili. Per questi film Visconti stimolò il costumista e la sartoria a procurargli, in mancanza dell'autentico, perlomeno dei veri e propri <falsi>. Un esempio particolarmente notevole fu il vestito concepito da Tosi per Laura Antonelli ne L'Innocente, per la scena del concerto nella galleria di palazzo Colonna a Roma.
A rendere il senso dell'autenticità sono talvolta in primo luogo i materiali, stoffe sottoposte a reiterare tinture e decorazioni per ottenere il cachet settecentesco; anche la lavorazione tuttavia, svolta per la maggior parte a mano, riproduce i procedimenti dell'epoca.
Ma quello della struttura interna del costume è per Tosi uno dei banchi di prova del costumista: il quale per poter ottenere l'effetto esterno desiderato, ossia far cadere l'abito come si usava in un determinato periodo, deve conoscere alla perfezione i segreti delle architetture non visibili."(8)
L'arte del costumista è tutt'ora poco conosciuta, non essendo mai stata considerata una disciplina a sé stante. Il lavoro del costumista comincia dalla progettazione del figurino.
Successivamente viene disegnato il modello, cioè la trasposizione del figurino su carta velina o cartoncino e su tela, con le misure reali.
Nel teatro d'opera per esempio, questi modelli con le relative modifiche vengono conservati e riutilizzati per abiti simili. Infine si passa alla scelta dei materiali e al taglio dei tessuti scelti.
"Dopo la fattura, si eseguirà dove è richiesto il ricamo, anche questo appropriato al periodo, ma soprattutto sarà eseguito considerando che verrà visto solo ad una certa distanza".(9)
Nella resa visiva a distanza un disegno semplice sarà più efficace di uno complicato.
Moda e Costume, due mondi paralleli ma ormai distinti, che talvolta si intrecciano in splendidi momenti di connubio artistico, come avviene per esempio nelle creazioni dello stilista contemporaneo Roberto Capucci (10), due mondi caratterizzati da diverse esigenze commerciali, ma entrambi capaci di coinvolgimento emotivo e espressione artistica.


[5] Autori Vari.Costumi ad Arte.Sillabe.Livorno. 1995. (torna al testo)
[6] Gino Sensani:brillante costumista fiorentino degli anni 30 e 40 e principale anticipatore dell'interpretazione realista della scena. (torna al testo)
[7] A.V. Costumi ad Arte.op. cit. (torna al testo)
[8] A.V. Costumi ad Arte.op.cit. (torna al testo)
[9] Daniela Liburdi.Titta Ruffo. I costumi teatrali.Pacini.Pisa. 1993. (torna al testo)
[10] Roberto Cappucci: stilista contemporaneo.( Roma 1930). (torna al testo)

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