scarica il testo
Clicca qui per stampare o seleziona File-Stampa dal browser

Costume, Costumi?

a cura di Mania Brundu


LA MODA E IL COSTUME

"Moda: foggia corrente del vestire o dell'acconciarsi, di cui sono vittima reale o immaginaria la maggioranza delle persone che vivono in una certa epoca.
Costume: comportamento abituale di una persona.
Complesso delle usanze, credenze e sim. che caratterizzano la vita sociale e culturale di una collettività in una data epoca.
Indumento che si indossa per un determinato scopo o attività; a carnevale, durante il bagno, per il teatro."(1)
Apparentemente i due termini sembrerebbero simili, se non per certi aspetti coincidenti, in realtà indicano oggi due ambiti diversi. Storicamente, la Moda coincise col Costume per tutto il Settecento, quando gli stessi abiti alla moda venivano ostentati in scena dalle attrici dell'epoca, indipendentemente dallo spettacolo da rappresentare e dal ruolo che dovevano interpretare.
Il costume teatrale consisteva in una via di mezzo tra l'abito quotidiano e quello del periodo in cui si metteva in scena l'azione. Solo nel secolo successivo il costume scenico ricercherà sempre più una propria autonomia come mezzo espressivo, separandosi dalla Moda e sviluppando esigenze diverse.
Agli inizi del xx secolo, nel periodo della <Belle Epoque >, le signore della buona società, secondo la moda francese (dalla quale partivano le tendenze <alla moda>,del vestire di gran parte d'Europa) indossavano lunghe vesti aderenti,a collo alto.
Il petto veniva proteso in avanti in maniera innaturale stringendo la vita attraverso un busto steccato di ossi di balena e una stretta cintura, facendo assumere alle signore <il vitino di vespa>.
Infine il tessuto della gonna veniva fatto sbuffare sul dietro per finire con una lunga coda a strascico, facendo assumere alla figura, una linearità simile alla lettera S.
"La coda prolunga la forma a spirale del corpo che impone l'atteggiamento inarcato voluto dalla moda di questo periodo".(2)
"Molti figurini del tempo mettono in rilievo la tendenza della moda verso questo artificioso spostamento in avanti del busto rispetto alla parte inferiore della persona: nelle figurazioni che vi si trovano, questo spostamento è esagerato in confronto alla realtà, perché sembrerebbe comportare addirittura, se attuato esattamente, un distacco di continuità nella colonna vertebrale.
I sarti stessi si resero conto di questa incongruenza nei confronti della naura e dopo il 1905 le vesti seguirono una linea rigidamente verticale sottolineando soltanto la sporgenza del petto, senza <remborsè> in cintura".(3)
"Anche l'ambizione al <vitino di vespa> andrà a tramontare: l'aiuto di cameriere, di mariti o amanti o infine, se c'è, del pomo del letto di ferro, non sarà più necessario per tirare spietatamente i lacci del busto".(4)
Molti ricorderanno la famosa scena di" Via col vento", dove la protagonista, Rossella O'hara si fa aiutare dalla sua mamie a stringere i lacci del busto, prima di indossare l'abito per andare alla festa alle Dodici Querce.
Dopo la scomparsa del busto steccato e stretto con le stringhe,appariranno i primi rudimentali reggipetto; aggeggi somiglianti più a strumenti ortopedici che a complementi di biancheria intima.


[1] Zingarelli.Vocabolario della lingua italiana. Zanichelli.Milano.1973. (torna al testo)
[2] Marangoni.Evoluzione storica e stilistica della Moda.Volume III. ED. S.M.C. Milano .1998. (torna al testo)
[3] Rosita Levi Pisetzky.Il costume e la moda nella società italiana.Einaudi.Torino.1978. (torna al testo)
[4] R.L.Pisetzky.op cit. (torna al testo)

 
Pagina 1 di 3