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L'attenzione partecipe di chi ti raspa dentro con charme
sottile, come puoi ascoltarmi ancora, come senza annoiarti,
senza che io ti sia d'esubero...
E le palpebre a distanza di un imprevisto interesse, dell'accoglienza
generosa sul destino che piega e rende di te solo sangue.
O il pianto refuso del fratello che ho dentro, di colui
che teme ogni istante per quell'esistenza dannata che talvolta
si chiude sopra di me senza requie verso una maledetta requie.
Menade, i sensi
di sciame in esterno.
Volerti in mani
da gesti scorsoi,
sorridi al vento
sorridi in me
sola.
Il conscio arcano
fra lieviti inside.
Ho frequentato la cura di una madre, l'unica, intensa tenacia
nel volermi discernere con ogni fibra tesa, vivere ancora.
Il suo tocco sulle piaghe, nel corpo, che si erano ingrinzite
ad un ritmo violento e atroce in pochi attimi.
Ho urlato il suo nome, perché solo dai suoi occhi
potevo lasciarmi permeare senza più coraggio e ancora
nel limbo apicale di un futuro scomposto, della paura nell'affrontare
la notte dilatata, il mondo onirico che di scatto assume
un dissimile statuto ontologico e gremisce folto il riposo
negato.
Ho scolpito nei giorni, la luce sui compagni, fino a che
essa è divenuta familiare, amica, distensiva, effervescente
sul palato dei miei sensi.
Possedere ancora dei sensi che in potenza sanno di poter
palpitare di nuovo, o forse, domandarsi se ne sono ancora
in grado oltre i dinieghi della vita, oltre gli anni...
E poi magari darsi agli occhi lontani di un'essenza mai
morta, di chi come nostro doppio non verrà lasciato
for ever, (no non posso permettere che tu vada, non chiedermelo...)
anche se non è più fra le croste di questo
pianeta. L'abbraccio flessuoso della passione avida e dura
del cercare anche se non si sa per dove, per quale via,
perché in questa via, una strada o un sentiero di
nebbie e scampoli di luce. Voglio solo i ciottoli di una
cordata da seguire, con le sacche del vortice ed il suo
oscillare semplicemente inside.
Auspici.
e stabili e sabbia
agli spalti di canne.
non certare in vece
disparte i tuoi nomi
da sene agli snodi.
Fragili silenzi charme
to-night-ly for ever.
Sia di terra ogni sogno futuro. Parole forse impossibili
da alimenatre. Parole che dobbiamo ancora un po' lasciar
fremere sulle viscere, anche se è scomodo, sempre
più masse gassose sopra un derma per cui ha senso
solo il flusso corposo di un atomo liquido.
Fastidi
Sciamiti in ghirba
alla sera.
Mescono corde
al duro
di giorni
affollati,
al seno
di pratici
indusi.
Fragili,
ribèche
in share.
To mean
laci inside.
SDS.
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