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segue da Orizzonti

a cura di Massimo Acciai


Non esiste alcuna forma di privacy. I cittadini del Partito Esterno sono continuamente sorvegliati da elicotteri della polizia che spiano nelle case, ma soprattutto da onnipresenti schermi televisivi sempre accesi le cui trasmissioni avvengono nei due sensi. Anche nelle loro private abitazioni, un "teleschermo" ad ogni ora li stordisce di notizie, di musiche e giaculatorie propagandistiche; al medesimo tempo raccoglie e trasmette tutti i loro gesti, le espressioni dei visi, le minime parole, ogni atto che appena esca dalle regole: per esempio, tenere un diario, come a un dato momento fa Winston, è deliberata manifestazione di volontà individualistica, di diserzione dalla morale totalitaria. E per ciò, punibile di morte. "Guerra è pace", "Libertà è schiavitù", "Ignoranza è forza": sono i tre essenziali slogans del partito; intorno al quale brancola nella miseria e nel fango l'enorme massa proletaria, instupidita, senza diritti civili; ma che gode in compenso d'una certa bestiale autonomia e dimenticanza. Speciali sezioni ed uffici governativi lavorano a distruggere ogni testimonianza, ogni documento d'una vita diversa; modificano il linguaggio; riscrivono da cima a fondo la storia. Soltanto qualche vecchio decrepito, davanti al bicchiere in un'osteria, si rammenta che il mondo non fu sempre così; ma in realtà si comincia a non sapere neanche più bene se si tratta di veri e propri ricordi, o delle allucinazioni di menti mezzo malate. Una rivoluzione è impossibile in quanto la sorveglianza continua dei televisori impedisce qualsiasi forma di comunicazione tra i ribelli.
La vicenda di Winston Smith, membro del Partito, addetto alle rettifiche dei bollettini ufficiali, prende l'avvio un giorno d'aprile con la scrittura di un diario. E' l'inizio della rivolta che lo porterà alla rovina insieme alla sua amante clandestina, Julia. I due all'inizio comunicano tramite biglietti distrutti appena letti, ed altri espedienti rischiosissimi. Dapprima il protagonista prende un appartamento in affitto nei sobborghi dei prolet, illudendosi che i cittadini esterni al Partito non vengano comunque controllati. In questo rifugio per gli incontri amorosi con Julia, sono presto scoperti e arrestati: il padrone di casa era in realtà un agente della psicopolizia. Separati, Winston viene condotto nei sotterranei del Ministero dell'Amore, dove viene torturato da O'Brien, colui che credeva suo amico e collaboratore di un fantomatico complotto per rovesciare il Grande Fratello.
Nelle prigioni del regime Winston subisce un completo lavaggio del cervello prima di essere rilasciato in attesa della pallottola che lo colpirà alla nuca quando meno se lo aspetta. Ridotto ormai al fantasma di sé stesso, essere ormai privo di volontà, dopo l'ultima sconfitta - il tradimento di Julia nella stanza 101 - muore amando il suo carnefice. Tuttavia il Partito ha fallito: in quel momento Winston era ubriaco fino al punto che persino le sue lacrime odoravano di gin, invalidando così il suo sentimento finale davanti all'immagine sorridente del Grande Fratello.

MA.

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