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Non esiste alcuna forma di privacy. I cittadini del Partito
Esterno sono continuamente sorvegliati da elicotteri della
polizia che spiano nelle case, ma soprattutto da onnipresenti
schermi televisivi sempre accesi le cui trasmissioni avvengono
nei due sensi. Anche nelle loro private abitazioni, un "teleschermo"
ad ogni ora li stordisce di notizie, di musiche e giaculatorie
propagandistiche; al medesimo tempo raccoglie e trasmette
tutti i loro gesti, le espressioni dei visi, le minime parole,
ogni atto che appena esca dalle regole: per esempio, tenere
un diario, come a un dato momento fa Winston, è deliberata
manifestazione di volontà individualistica, di diserzione
dalla morale totalitaria. E per ciò, punibile di
morte. "Guerra è pace", "Libertà
è schiavitù", "Ignoranza è
forza": sono i tre essenziali slogans del partito;
intorno al quale brancola nella miseria e nel fango l'enorme
massa proletaria, instupidita, senza diritti civili; ma
che gode in compenso d'una certa bestiale autonomia e dimenticanza.
Speciali sezioni ed uffici governativi lavorano a distruggere
ogni testimonianza, ogni documento d'una vita diversa; modificano
il linguaggio; riscrivono da cima a fondo la storia. Soltanto
qualche vecchio decrepito, davanti al bicchiere in un'osteria,
si rammenta che il mondo non fu sempre così; ma in
realtà si comincia a non sapere neanche più
bene se si tratta di veri e propri ricordi, o delle allucinazioni
di menti mezzo malate. Una rivoluzione è impossibile
in quanto la sorveglianza continua dei televisori impedisce
qualsiasi forma di comunicazione tra i ribelli.
La vicenda di Winston Smith, membro del Partito, addetto
alle rettifiche dei bollettini ufficiali, prende l'avvio
un giorno d'aprile con la scrittura di un diario. E' l'inizio
della rivolta che lo porterà alla rovina insieme
alla sua amante clandestina, Julia. I due all'inizio comunicano
tramite biglietti distrutti appena letti, ed
altri espedienti rischiosissimi. Dapprima il protagonista
prende un appartamento in affitto nei sobborghi dei prolet,
illudendosi che i cittadini esterni al Partito non vengano
comunque controllati. In questo rifugio per gli incontri
amorosi con Julia, sono presto scoperti e arrestati: il
padrone di casa era in realtà un agente della psicopolizia.
Separati, Winston viene condotto nei sotterranei del Ministero
dell'Amore, dove viene torturato da O'Brien, colui che credeva
suo amico e collaboratore di un fantomatico complotto per
rovesciare il Grande Fratello.
Nelle prigioni del regime Winston subisce un completo lavaggio
del cervello prima di essere rilasciato in attesa della
pallottola che lo colpirà alla nuca quando meno se
lo aspetta. Ridotto ormai al fantasma di sé stesso,
essere ormai privo di volontà, dopo l'ultima sconfitta
- il tradimento di Julia nella stanza 101 - muore amando
il suo carnefice. Tuttavia il Partito ha fallito: in quel
momento Winston era ubriaco fino al punto che persino le
sue lacrime odoravano di gin, invalidando così il
suo sentimento finale davanti all'immagine sorridente del
Grande Fratello.
MA.
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