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Orizzonti

uno sguardo curioso al panorama culturale
a cura di Massimo Acciai

Il Grande Fratello vi guarda!

Non c'è dubbio che, all'interno dei mass media del XX secolo, la televisione abbia occupato una posizione centrale, tanto che può essere considerata secondo due punti di vista in sottile tensione tra di loro; un'industria culturale in sé e per sé ovvero una parte del sistema di entità interdipendenti che va sotto il nome di "industria culturale." Nessun altro mass media raggiunge un così vasto numero di persone, neppure i nuovi media, anche se la sua distribuzione è tutt'altro che omogenea sul pianeta.
Nella fantascienza il mezzo televisivo è più demonizzato che celebrato. Già al suo apparire gli scrittori ne videro il lato oscuro sostituendo la visione positivistica precedente all'invenzione della TV con un cupo pessimismo che troverà poi il suo culmine negli anni Cinquanta, in particolare nella cosiddetta "social science fiction" (pensiamo a Bradbury, ma non solo a lui). Quando nel 1949 Orwell pubblicò "Nineteen Eighty-Four" ("1984") la TV si avviava ad occupare un ruolo centrale tra tutti i mass media. Di lì a poco avrebbe avuto un grandissimo successo e diffusione. Lo scrittore inglese diede non a caso al nuovo medium una funzione chiave nella sua celebre distopia, considerandola insieme strumento di propaganda e di controllo, tanto che l'espressione "Grande Fratello" ha finito oggi col riferirsi più all'invadenza della TV, e al demenziale programma omonimo, piuttosto che alla figura del dittatore onnipresente e immortale.
La storia è ormai celeberrima. Nel futuro orwelliano, un futuro non a caso molto prossimo all'epoca in cui il romanzo venne scritto, il mondo è diviso in tre enormi super-stati governati da altrettante dittature molto simili che, attraverso uno stato continuo di guerra e di alleanze che cambiano periodicamente, si garantiscono a vicenda la sopravvivenza. Lo stato di Oceania, retto dal fantomatico Big Brother, il Grande Fratello, comprende l'Inghilterra, denominata ora Pista Prima, e la sua capitale Londra. Ovunque nelle strade e negli edifici, su poster e cartelloni enormi, appare il volto baffuto del dittatore in "una di quelle fotografie prese in modo che gli occhi vi seguono mentre vi muovete". Sotto uno dei molti slogan del Partito: "Il Grande Fratello vi guarda".



 
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