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Soglie: storie liminari di estremo disagio


BREVE LETTERA SULL'IMPREVISTO E PROBABILITA'

A cura di Sebastiano Ginori.


Cara Lady,
torno adesso da un weekend very deep che si è protratto per tutto il lunedì. È accaduta una cosa inaspettata, improvvisa, forse angosciante ma totalizzante e piena, una di quelle esperienze che solo gente come noi (folli riempiti di genius) possono sperimentare nella vita. È stato meraviglioso, wonderful amazing: ho sentito suonare le campane. Non ci credevo. Non pensavo fosse possibile. Tutt'ora incredulità. Eppure sono sveglio, non ho sognato, this is not a dream, ceci n'est past un reve. Ho incontrato il principe azzurro. Aveva la forma di un conte transilvano. Che sia un gioco di specchi nel corridoio stretto e lungo di un everlasting trip? Che l'erba di Fabrizio sia stata una manna inalata eccessivamente? Eppure per la prima volta ho compreso quando la nostra friend Laura mi diceva che incontrando il suo compagno ha avuto la sicurezza certa e matematicamente logica e absolutly coerente che fosse la persona giusta per lei. È successo anche a me, in un locale squallido pieno di uomini che fanno sesso al buio. E lui era lì, seduto, sembrava che mi aspettasse. Appuntamento di due inconsapevoli. Un caso, un urto di bicchieri, sigarette winston, io ero lì con degli amici, non sapevo niente. Poi turbine ingorgante: un bacio, due baci, sette minuti di baci, dodici minuti di baci, due corpi nel buio, un numero di cell, qualche ora di sonno, treno, corpi, un cuore che batte, due cuori che battono all'unisono col battere terrestre cardiaco. C'erano le campane. Erano quelle della chiesa davanti a casa, il mattino dopo. Poi ancora sonno, svegliarsi abbracciati come stretti dalla madre primigenia. Fratelli. Buddies. Accento francese. Parigi. Un orfano. Le strenne. Come Arthur. Lacrime, storie di nero, un amico con sei fratelli che vive in una stanza, nella notte dei viali prende soldi dal toccare di vecchi clandestini. Disastri nel buio: lo schianto dell'aereo, il suolo, lui solo. Solitudine morsa stretta tenaglia. Livorno senza Giorgio. Gli angeli caduti si riuniscono in una cantina segreta e organizzano una rivoluzione non d'ottobre ma di dicembre: passare dalla infelice monarchia totalitaria della vecchia malinconia tirannica ad una giovane democrazia di corpi che battono all'unisono. Ecstasy senza agony. Forse happyness. Ancora paura di svegliarmi.

xxx

Sebastiano

SG.

 
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