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segue da Narrativa


Intervista

Tommaso Chimenti

Intervista

I: Quale filosofo, se esiste, riconosci vicino al tuo pensiero?
T: Il nichilismo che spero di aver superato.
I: Quali sono i tuoi valori e convinzioni salde a cui non rinunceresti mai?
T: Il rispetto di me anche se non è automatico.
I: E’ importante la passione, ovviamente in senso ampio, nella vita? Quali sono le tue passioni in questo momento? E quali sono state le più importanti nel corso degli anni?
T: La passione è il motore centrale che ti fa andare avanti e creare, oggi le mie passioni sono il mio lavoro e lo scrivere. Quella giovanile è stata lo sport.
I: Cos’è davvero importante per Tommaso adesso?
T: Realizzarmi come persona e riuscire ad aiutare gli altri.
I: Ti piace pensare alla tua esistenza come a qualcosa di estremo, liminare come una terra di confine oppure ambisci ad una pacificazione con l’essente, ad una quiete?
T: Non voglio la pace dei sensi ma un fieri continuo.
I: Dai tuoi scritti si evince un rapporto di dolore, talvolta, comunicabilità franta con l’altro sesso, è giusto? Ci puoi dire come vedi la donna e l’uomo e le loro psicologie?
T: Superata la ricerca di mia madre nelle donne in adolescenza, adesso accettandomi di più, comprendo di più.
I: Credi nell’amicizia? Se sì che posto occupa ed ha occupato nella tua vita?
T: Uno dei posti primari l’amore, lo scrivere, l’amicizia spesso si intrecciano, o convivono, l’amicizia la vivo anche come un’autoanalisi colletiva senza giudizio o imposizioni.
I: E quanto conta il successo, l’essere apprezzati in ambito letterario o professionale in genere, i riconoscimenti?
T: Miro alla stima di chi mi sta accanto e di chi incontro nella vita, qualcosa che ti arrivi dentro.
I: C’è un qualcosa che consideri come sogno o approdo per la tua carriera di scrittore?
T: Riuscissi a scrivere un romanzo, non importa se pubblicato.
I: Ti piace l’autunno? A cosa lo associ?
T: L’autunno lo associo alla depressione, e passa con ripianto, anche se mi ci crogiolo un po’. Mi manca quando se ne va.
I: Esiste l’anima per te? Se sì con cosa la identifichi?
T: Parlo di un dio che è la somma di tutte le anime ma egli non esiste è soltanto un processo, per far sì che egli si completi, le anime si dovranno reincarnare, dunque questo processo è infinito.
I: Cosa assoceresti alla parola relax?
T: Letto.
I: Dimmi le prime tre parole che ti vengono in mente associate invece alla parola stress...
T: Tempo, ansia, sudore.
I: Esiste secondo te la normalità? E’ auspicabile? Come ce la descriveresti?
T: Esistono dei canoni del vivere civile; ma la normalità deve essere qualcosa di molto personale e molto flessibile, deve essere scelta.
I: Hai fiducia nel mondo editoriale odierno, pensi che alla fine le opere di valore abbiano modo di emergere?
T: Non conosco bene il mondo editoriale, ma so che c’è crisi, penso che se nessuno mi pubblica forse non ho le qualità che richiede il mercato.....
I: Come vivi la recitazione e l’interpretazione da parte di persone- attori- che non sei tu, dei tuoi testi in Contaminazioni Creative da gennaio 2003 ad oggi?
T: Non l’ho mai viste, ma forse mi piace più parlare con chi deve interpretare qualcosa di mio che vederlo....
I: Cosa pensi di Porpore?
T: Era qualcosa che mancava, una giusta vetrina
I: Fammi tu una domanda. Quello che vuoi...
T:Come hai cominciato a scrivere?
I: Ho iniziato con le poesie a otto anni, poi un romanzo nell’adolescenza, romanzo che Giorgio Saviane, persona da me stimata molto, corresse, aggiungendo una parola che mi offese. Non ho più scritto per dieci anni ma sentendo dentro di me che prima o poi mi sarei sbloccata. Poi, per caso, seguendo un corso di poesia all’università, ripresi, e il mio ragazzo di allora mi incitò molto tantoché divenne per me un lavoro quotidiano.
I: C’è qualcosa che non ti ho chiesto e che vorresti dirmi?
T: Non mi sembra.
I: Cosa pensi di questa intervista?
T: Molto approfondita, ben fatta, e sono distrutto.
I: Hai ancora dei sogni? Ne possiamo intravedere almeno uno?
T: Scrivere un giorno in un quotidiano e che ci siano dei lettori che comprino il giornale per leggere la mia firma.

                                                                                    SDS. e TC.


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